In Italia ci sono circa 6 milioni di edifici costruiti nel dopoguerra, che aspettano di essere riqualificati. Con il bonus fiscale nel 2014 un fatturato di 34,4 miliardi

La nuova economia per il settore edilizio è questa e da sola basterebbe per risollevare il settore. C’è poi l’edilizia scolastica e il dissesto idrogeologico.

Per riscaldare le case, Milano consuma da 1,5 a 3,5 volte in più rispetto a città come Berlino, Vienna o Parigi, dove l’inverno è indiscutibilmente più rigido e l’energia costa meno (dati Finlombarda, rielaborati da Rete Irene). Il 52% degli edifici di Milano è in classe energetica G e il 18% in F e soltanto lo 0,6% appartiene alle due categorie più «risparmiose» A o A+. Che cosa significa? Che il mercato delle riqualificazioni energetiche degli edifici ha ancora potenzialità enormi.

 

Potenzialità

«In Italia esistono circa sei milioni di edifici costruiti nel dopoguerra, che aspettano di essere riqualificati. La nuova economia per il settore edilizio è questa e da sola basterebbe per risollevare il settore», dice Norbert Lantschner, consulente tecnico scientifico del Saie e responsabile area sostenibilità Green habitat. Ed è sulla sostenibilità che è incentrato il Salone internazionale dell’industrializzazione edilizia che si svolgerà alla fiera di Bologna da mercoledì 22 a sabato 25 ottobre, in contemporanea con Smart City Exhibition , la manifestazione italiana dedicata alle città intelligenti.

 

Saie

Il Saie festeggia 50 anni. E dal 1964, anno del baby boom, l’edilizia ha vissuto anni ruggenti per poi essere colpita (più di ogni altro settore) dalla crisi. La riqualificazione è stata l’unico comparto che ha avuto livelli produttivi positivi (+20% in sette anni), grazie agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e sul risparmio energetico, che nel 2011 hanno attivato un giro d’affari di 15,5 miliardi, mentre per quest’anno si stima un fatturato di 34,4, oltre il 2% del Pil italiano.

Ecobonus

«L’ecobonus è molto utile, ma non è stato sfruttato dove è più efficace, cioè per riqualificare l’involucro intervenendo sui muri, e questo perché c’è un deficit di comunicazione: le persone non sono a conoscenza delle soluzioni innovative. Esistono, per esempio, sistemi cappotto per frenare il passaggio di calore», commenta Lantschner, che annuncia lo slogan per gli attori dell’edilizia, «zero al cubo», cioè i tre princìpi-guida dei prossimi 50 anni: zero consumi, zero emissioni e zero rifiuti. In questo senso si inquadra il Forum comune alle due manifestazioni fieristiche Costruiamo le città del futuro .

 

 

 

Maggiore sicurezza

Oltre alla riqualificazione energetica, altro mercato potenziale del settore sono l’edilizia scolastica e il dissesto idrogeologico. «Dopo anni di latitanza di misure per la sicurezza delle scuole e del territorio», osserva l’Ance, «il governo ha deciso di intervenire attraverso due strutture di missione e varando un provvedimento per il finanziamento di 21 mila progetti di edilizia scolastica per un importo di 1,1 miliardi di euro». Anche i 5 miliardi di euro, complessivamente previsti come investimento nelle città italiane dalla programmazione europea 2014-2020 e dal cofinanziamento nazionale, saranno un’opportunità di rilancio. «La ripartenza delle costruzioni passa dalla capacità dell’industria italiana dell’edilizia di saper utilizzare le grandi potenzialità della ricerca e dell’innovazione esistente e disponibile», osserva il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli. «Mai come in questo momento così difficile la nostra fiera può dare un contributo importante agli operatori offrendo soluzioni concrete e risposte innovative alle esigenze di un mercato in profonda trasformazione che richiede aggiornamento continuo e massima attenzione alla proposta tecnologica». Ma è anche sugli investimenti che la crisi ha prodotto effetti negativi. Secondo l’ultimo rapporto Istat La ricerca e sviluppo in Italia, in un solo anno (dal 2010 al 2011) la spesa in R&D delle costruzioni si è ridotta del 23,5 per cento, mentre l’industria manifatturiera ha aumentato gli investimenti del 5,1% per cento. Il Saie dedicherà alla ricerca pubblica e privata e alle soluzioni innovative proposte dalle aziende un intero padiglione e ospiterà 20 centri di ricerca e laboratori universitari.


 

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